03Ott

Ritratti di Peperoncini

Ritratti di Peperoncini

Servizio del TGR Rai Basilicata del 3 ottobre 2014 ore 14.00 a cura di Rino Cardone sulla mostra fotografica Donato Fusco: “Ritratti di Peperoncini” che si è tenuta il 26 settembre 2014 a Satriano di Lucania (PZ).

Il progetto nasce in occasione del “Peperoncino Fest” organizzato dall’Accademia del Peperoncino dell’Appennino Lucano.
Ritratti nati per rappresentare il peperoncino nelle sue diverse declinazioni potenzialmente immaginifiche e creative con contaminazioni semantiche con richiami fascinosi e sorprendenti.


Villa Aganoor PompiljRitorna anche quest’anno a Monte del Lago (Magione) il “Festival delle Corrispondenze” organizzato dal Comune di Magione nell’ambito della XIV edizione del Premio letterario “Vittoria Aganoor Pompilij”. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, si tiene dal 6 all’8 settembre nel piccolo borgo arroccato sul promontorio che si affaccia sul Lago Trasimeno e proporrà eventi e percorsi musicali, teatrali, artistici, letterari, con laboratori didattici per grandi e bambini.

Tutto verterà intorno al tema principale: la “lettera” e il piacere di poter trasmettere emozioni e sensazioni in cartaceo, considerando questo come momento intimo di riflessione. Tra gli ospiti di questa edizione, anche l’artista visivo lucano Donato Fusco, che partecipa al festival con la mostra fotografica “Luce e poesia della mia Basilicata”, all’interno della Villa Aganoor. Per l’occasione Fusco ha scritto “Lettera di un fotografo alla sua terra”, in cui si rivolge alla sua terra invocandone le bellezze paesaggistiche e naturali, ma solo dopo aver guardato dentro se stesso.

“È una lettera nata all’interno del Festival delle Corrispondenze, evento unico in Italia che studia ed espone lettere di nobili, scrittori, poeti. Qui è nata la ‘lettera di un fotografo alla propria terra’ dove questa volta ho dato parole e lettere ad alcune mie immagini” afferma Fusco. La lettera è scaturita dallo studio in immagini di “Luce e poesia della mia Basilicata”, ormai diventata mostra itinerante sia in Italia che all’estero. “La lettera ha una chiave di lettura criptica – afferma l’artista lucano – che solo chi conosce la terra e i fatti può interpretare”.
Il Festival è organizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Comitato Sant’Andrea, l’associazione Villa Schnabl, l’associazione Villa Aganoor, WGCgroup e Comunicareleditoria, nell’ambito della XIV edizione del premio letterario nazionale Vittoria Aganoor Pompilj. (fonte ilmetapontino.it – Leandro Verde)XIV Premio Vittoria Aganoor Pompilj

Villa Aganoor PompiljFestival delle Corrispondenze - Monte del Lago


12Ago

Sopra la Terra il Mare – rassegna d’arte e poesia

locandina Sopra la Terra il MareLì dove il mare sfiora cose e persone, il Circolo Nautico Aquarius, in via San Giusto – località Torre Mozza – Policoro (MT), il 12 agosto alle 18.30 ha ospitato la rassegna d’arte e poesia “Sopra la terra il mare”. Le opere fotografiche dell’artista lucano Donato Fusco faranno da cornice ai ritmi delle parole di autori lucani e limitrofi tra i più rappresentativi della poesia contemporanea. Un pomeriggio in versi, un reading sostanzioso con letture di: Maria Pina Ciancio, Pasquale Vitagliano, Maria Antonella D’Agostino, Fernanda Cataldo Abele Longo, Giorgio Linguaglossa, Luciano Nota, modera Maria Grazia Trivigno.

Il tema della rassegna è il mare. Scrisse il grande poeta cileno Pablo Neruda: “Ho bisogno del mare perché m’insegna / non so se imparo musica o coscienza: / non so se è onda sola o essere profondo / o solo roca voce o abbacinante / supposizione di pesci e di navigli. / Il fatto è che anche quando sono / addormentato / circolo in qualche modo magnetico / nell’università delle acque”.

Informazioni sugli artisti:

Donato Fusco artista lucano che si avvicina all’arte da bambino, tra i cavalletti del cugino pittore e il fascino delle arti figurative trasmessogli dal maestro elementare. L’artista, affiora già all’età di otto anni con la scoperta dell’obiettivo fotografico, strumento analogico che scopre essere amplificatore della sua sensibilità iconologica. La morte prematura del fratello Giovanni lascia in lui solitudine e angoscia, che continueranno a emergere nelle sue scelte di rappresentazione, insieme alla memoria, alla terra, al suo “io”. Il nuovo millennio segna un cambiamento nella sua fotografia, un rifuggire da immagini nette e artificiose, lasciando trapelare un abbandono all’“es” fotografico. Così, Fusco incontra la vera essenza concettuale dell’iconologia fotografica, che lo accompagnerà fino ai giorni nostri.

Maria Pina Ciancio di origine lucana è nata a Winterthur. Vive e insegna letteratura italiana nella sua terra d’origine. La sua poesia è asciutta e liscia come ciotoli di torrente. Versi brevi, rugosi come le mani delle contadine e delle vedove vestite di scuro, scabri come i muri calcinati e pietrosi dei villaggi del sud.  La dimensione personale della sua poesia è nascosta in questi frammenti di “storie”, schegge di vita che appaiono come fotogrammi rubati attraverso persiane socchiuse. La sua ultima raccolta “La ragazza con la valigia”, LietoColle. E’ presente in diverse antologie.

Pasquale Vitagliano vive a Terlizzi. Giornalista e critico letterario per riviste locali e nazionali. La sua è una poesia che si concentra sull’obiettivo di individuare il concreto della mimesi artistica e la loro natura di segni che nella connotazione che li conferma trovano una possibile connotazione asseverativa. Parole e corpi, segni e dimensione verbale si inseguono e si assemblano insieme in un progetto di dissipazione della verità che ne renda finalmente conto. Tra le sue raccolte “Amnesie Amniotiche”, LietoColle.

Maria Antonella D’Agostino, laureata in scienze dell’informazione, vive e lavora a Matera. I suoi sono versi  che celebrano la vita. La poesia di Maria Antonella D’Agostino sfiora un po’ tutti gli aspetti del vivere quotidiano, dagli affetti alle emozioni interiori, dall’amore per la natura e del mare in particolare, all’amore per il genere umano, dai sogni e dalle illusioni alle disillusioni, al dolore, al dubbio, alla fede. Il tutto senza inutili divagazioni, con uno stile personale e diretto.” La sua ultima raccolta “Sfondando l’azzurro, sfiorando l’abisso”, Montedit

Abele Longo di origine salentina, insegna traduzione audiovisiva e letteraria presso la Middlesex University di Londra. Dirige la collana Neobar delle Edizioni Accademia di terra d’Otranto.  E’ l’ ambiguità a rendere originale la poesia di Longo, a connotare in modo inequivocabile il suo stile. E’ la commistione di piani a forgiare un dettato complesso che, pur nella brevità dei testi, non si esaurisce in una lettura lineare, in una situazione unidimensionale e che vive nel confine tra paradosso e realtà, dove quest’ultima, spesso, è più sconcertante dell’assurdo.” La sua raccolta poetica è “Reversibilità”, Edizioni Accademia terra d’Otranto.

Fernanda Cataldo di origine salentina, dopo un lungo periodo vissuto in Svizzera è rientrata da qualche anno nella sua terra d’origine. E’ organizzatrice di serate di poesia e musica con testi propri e di Pessoa. La sua è una poesia ricca di suggestioni, di meravigliose idee e profondi sentimenti, una scrittura a tratti avanguardista con sprazzi di poesia trobadorica in un silenzio di pensieri. Un’autrice che cerca spunti dentro di sè per raccontarci le sue storie, per “non parlare”, per vivere, correre, saltare tutti gli ostacoli e infine provare il bello della vita. Tra le sue raccolte “Io non parlo”.

Giorgio Linguaglossa è nato a Instabul, vive e lavora a Roma. Poeta, critico letterario, ha diretto insieme a Dante Maffia il quadrimestrale di letteratura “Poiesis” sino al 2005. Nel 1995 ha firmato, con lo stesso Maffia e con Giuseppe Pedota, Lisa Stace, Maria Rosaria Madonna, Giorgio Stecher, il “Manifesto della Nuova Poesia Metafisica”. Di grande rilievo le sue riflessioni critiche, in particolare per quanto riguarda la poesia contemporanea, con pubblicazioni quali: “Il minimalismo, ovvero il tentato omicidio della poesia”, “La nuova poesia modernista italiana”, “Dalla lirica al discorso poetico” ecc.Tra le sue raccolte: “Uccelli”, “Paradiso” e l’ultima “Blumenbilder”, Passigli.

Luciano Nota di origine lucana, vive e lavora a Pordenone. La sua è la poesia del “testimone”, tra adesioni e ripulse, accensioni e ricadute, da parte di chi comunque sa che bisogna andare avanti. Il poeta, per Nota, è il testimone in viaggio, anche se il viaggio è un pretesto a posteriori. E’ la capacità immaginativa il motore della sua poesia: un’energia intellettuale, continuamente in movimento e tale da trasfigurare da immagine a immagine, in un vorticoso bestiario di esempi quotidiani e personali, di memorie e di ricordi, in ogni caso decisivi nel disegnare un insieme dentro il quale si evidenzia la riconoscibilità generale. La sua ultima raccolta ” Tra cielo e volto”, Edizioni del Leone.

esposizione foto

reading poesia in riva al mare


02Mar

Servizio TGR Rai Basilicata – mostra fotografica Luce e Poesia della mia Basilicata

Luce e Poesia della mia Basilicata

Servizio del TGR Rai Basilicata a cura di Rino Cardone sulla mostra fotografica Donato Fusco: “Luce e Poesia della mia Basilicata” che si è tenuta il 16 febbraio 2013 presso la sala convegni del Relais Palazzo dei Poeti nel Borgo Antico Rabatana – Tursi (Matera).


depliant 01Córdoba (Argentina), mercoledì 10 ottobre 2012

Nell’importante cornice istituzionale del Ministero degli Affari Esteri Italiano, presso i locali dell’Istituto Italiano di Cultura della seconda città argentina più importante, antica capitale economica e industriale, si è svolta oggi la conferenza “Basilicata: lingua e territorio” di Donato Fusco, intellettuale e fotografo lucano, introdotta dal sociologo clinico Sergio Bevilacqua dopo gli onori di casa svolti da Cesare Vaccani, reggente Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Córdoba.

depliant 02L’occasione è stata quella della XII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, promossa dallo Stato Italiano presso le sedi diplomatiche di tutto il mondo per celebrare la grande ricchezza dell’umanità costituita dall’Italiano e diffonderne la cultura e conoscenza.

depliant 03Fusco ha svolto una dotta e frizzante conferenza considerando la storia delle lingue lucane, con le loro speciali origini: le vie romane che portano il latino sulle preesistenze autoctone, il fondarsi di vere e proprie lingue romanze in conseguenza delle particolarità del territorio, il loro evolvere autonomamente, l’avvento dell’Italiano con l’unificazione, le importanti e avvedute esperienze culturali recenti quali quelle di Albino Pierro che, difendendo una delle lingue lucane, è stato capace d’inserirla con dignità nel flusso principale della Lingua nazionale.

Donato Fusco e Sergio BevilacquaSergio Bevilacqua, ha poi fatto notare il valore del dialogo tra le lingue del territorio della Basilicata e la più musicale lingua del mondo, l’Italiano: la maturazione di popolo che l’Italia, e in essa la Basilicata, ha acquisito, favorirà il reciproco rafforzarsi di queste due ricchezze dell’immenso patrimonio italiano. Una, lingua del passato e del locale, l’altra, lingua del presente, del passato recente e ancor più del futuro, entrambe rispettose delle reciproche dimensioni e utilità.

La conclusione di Donato Fusco dell’importante occasione di chiarimento di fondamentali fattori di dialettica tra civiltà locale e civiltà nazionale italiana, si è conclusa tra gli applausi di un pubblico competente, per la lettura prima in tursitano e poi in italiano di un testo poetico di Pierro. Ha poi sottolineato l’importante candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura, invitando tutti a sostenerla.depliant 04


image 1 by Donato Fusco

image 1 by Donato Fusco

Settima occasione annuale della “Settimana della Fotografia Europea” di Reggio Emilia: Palazzo Magnani ospita il grande fotografo inglese Don McCullin.
C’è qualcosa di singolare nella capacità di Reggio Emilia di qualificarsi come città di riferimento nei settori artistici. Quanto sta succedendo ormai con la fotografia era già successo negli anni settanta col balletto: cosa poteva legare la storia di questa città, così distante dalle morbidezze, alla danza, in particolare moderna, tanto da farla diventare la patria italiana della Nuova Tersicore? Credo che un ruolo importante sia da ricercare nel rigore che contraddistingue il reggiano, ma anche nel successo economico dell’industria reggiana, nella presenza del grande teatro allora solo Municipale e poi divenuto “Romolo Valli”, nell’accoglienza della scuola di danza di Liliana Cosi, in Amedeo Amodio e nel suo importante Ater Baletto divenuto presto famoso nello Stivale e anche all’estero, la sorprendente sensibilità di Comune e Provincia…

Ma questa è anche terra di Guareschi e Zavattini. Silvio D’Arzo e mio padre Antonio sorridevano (dal vecchio Caffè Impero sulla via Emilia, all’angolo di via del Vescovado) con sofferenza di fronte alla “sindrome da cicala” che le tenaci formiche reggiane del dopoguerra attribuivano all’arte e alle lettere, di cui erano sintomi i costumi discutibili degli artisti… E malgrado questa temperie, Corrado Costa, spalleggiato dal barcollante di vino (sic…!) Adriano Spatola, ha mancato per un solo anno la paternità cittadina al più importante fenomeno letterario italiano del dopoguerra, il “Gruppo 63”, che nasce a Palermo ma celebra il suo primo compleanno proprio tra le “varie nebbie” reggiane…

Alcuni giovani l’avrebbero ben ricordato. Giorgio Messori, scrittore, aveva capito tutto; Vicki Tondelli forse anche. E mentre altri figli di questa strana comunità, estremista e conformista, come Davide Benati e Isabella Tirelli, conducevano a Milano e a Roma sperimentazioni artistiche complesse e sofisticate, e assurgevano all’onore della critica nazionale, Giorgio Messori accompagnava alla fine degli ’80 il fotografo Luigi Ghirri sul Po a reinventarne l’onda con la sua luce d’intelletto.

Forse è proprio questo l’evento emblematico di un’altra, grande avventura estetica per la città di Reggio Emilia: divenire capitale dell’arte fotografica, sull’onda di un grande maestro (Luigi Ghirri, cui è stata dedicata la prima edizione della reggiana “Settimana della Fotografia Europea” nel 2006), dei suoi consiglieri segreti, ma anche di altri operatori tricolori della “lucecomearte” (Ascolini, Farri, Codazzi…). E così Reggio sembra avercela fatta un’altra volta.

Allora, grazie a intellettuali reggiani che da decenni curano con riservatezza quasi carbonara le proprie passioni per lo spirito di tutti, strani torrenti sotterranei dalla via Emilia si collegano al grande flusso dell’arte-acqua che avvolge attraversa e dà vita all’umano tutto.
Che quest’umanità sia d’Italia o d’altrove, il semplice approccio non distingue.
Primo, perché l’esperienza estetica non ha longitudine o latitudine, che non sia emblematizzata dall’uomo vitruviano o dal corpo tantrico. Secondo, perché a Reggio non si è tranquilli nelle esegesi colte, e la collettività reggiana ti rimanda, con concretezza, a un umile e giusto: “Cui prodest?”, a chi serve?

“Cui prodest” la mostra di Don McCullin a Palazzo Magnani?

Quando l’arte è chiara, chiarissima è la risposta. La mia diffidenza verso la fotografia (quella pura, intendo, non la sua partecipazione a tecniche miste) come arte maggiore, si arresta soltanto di fronte a due forme di elaborazioni della luce: quella dell’estemporaneo, furtivo appropriarsi d’immagine capace di produrre effetti sensibili (la chiamerei “iconologia invasiva”) e quella del quieto appoggiarsi sulla meditazione (la chiamerei “iconologia evocativa”). Entrambe possono essere o realistiche o concettuali, anche se l’iconologia invasiva è più sul primo versante e l’iconologia evocativa è più sull’altro. Non trovo sinceramente seri vincoli di prassi tecnica o strumento nella fotografia “pura”.

La luce della foto d’arte è luce d’intelletto e luce d’umano sistemico: non credo ad altra sostanza, come apparirà chiaro nel mio testo estetico di prossima pubblicazione, il cui titolo provvisorio suona così: “Della Fotografia. Il concettuale fotografico”.

E così rinvengo nell’opera dell’audace Don McCullin entrambi i versanti: iconologia, la sua, indiscutibilmente invasiva ma anche in certi scatti deliziosamente evocativa. Per poi ogni tanto trascinare addirittura la semiologia che ha scelto per la difficile via del simbolico e farci riflettere in un percorso, sempre e solo col brulicare di ordinati (nel senso del logos e del bello) fotoni.

Per il resto dico che McCullin riluce da sé.

E, anche per i più resistenti e volgari, il “cui prodest” è fortunatamente evidente, indiscutibile sintomo d’arte. Lui nega d’essere un fotografo di guerra: affermazione di fenomenologica semplicità anglosassone, che lascia a noi latini un migliore spazio di definizione. Niente bizantinismi del senso, ma un chiaro distinguo poetico e semantico: non fotografo di guerra, siamo d’accordo, bensì, per il fatto che ovunque nella sua fotografia appaiono segni di difformità tragica, indiscutibile semiologo e iconologo del “Conflitto”.

© Don McCullin (Contact Press Images)

© Don McCullin (Contact Press Images)

© Don McCullin (Contact Press Images)

© Don McCullin (Contact Press Images)

© Don McCullin (Contact Press Images)

© Don McCullin (Contact Press Images)

Sia allora questo conflitto di vera e propria guerra, di guerra fredda (le foto del muro di Berlino), di ordine pubblico (le scene di arrembaggi urbani), di confronto con la non-violenza (i flick schierati di fronte a un dimostrante seduto a gambe incrociate con un simbolico cartello), la fame in Africa (sconvolgenti, già all’epoca, i reportage dal Biafra), di modelli socioeconomici (i fumi dell’industria a deturpare il territorio), di confronto con la propria morfologia estetica umana (il cesello delle giovani etiopi sul loro corpo e la trasformazione del vecchio irlandese), di irregolarità nel confronto con la natura, come si vive nei suoi panorami…

image 2 by Donato Fusco

image 2 by Donato Fusco

image 3 by Donato Fusco

image 3 by Donato Fusco

E si potrebbe procedere così per le più di cento opere in esposizione nella bella e varia antologica di Palazzo Magnani.

Don McCullin è un sublime iconologo del conflitto, dell’impuro, del naturale ingovernabile, dell’umano fallace: un grande realista che raggiunge un livello filosofico di connotazione tragica come stupendosi dell’umano alveare, dell’umano formicaio, del suo sanguinare, del suo volersi male anche quando si va all’ippodromo o a un matrimonio.
Onore a lui. Onore a questa mostra e onore a questa ingegnosa città di Reggio Emilia, divenuta in questi giorni, per un buon tratto di futuro, capitale della fotografia.
a cura di Sergio Bevilacqua

image 4 by Donato Fusco

image 4 by Donato Fusco

Don McCullin – LA PACE IMPOSSIBILE
Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958/2011
Palazzo Magnani – Reggio Emilia 11 maggio – 15 luglio 2012


Expo Internazionale di Arti Visive Apocalypse 2012 – Maya Prophecy

La Mostra vorrà essere una raccolta di risposte diverse da ciò che il significato di questa data rappresenta, una rappresentazione dei propri timori e delle proprie opinioni sul tema. Una sorta di strategia per scongiurare il pericolo o la proprie paure.

ART DIRECTOR Maria Grazia Todaro
Presidente QueenArtStudio

Prima tappa
 24-31 Marzo 2012

Palaturismo di Montegrotto Terme (PD)

Seconda tappa 19-26 Maggio 2012
Galleria Albatros Roma Termini
madrina dell’inaugurazione l’artista e attrice Marina Suma con i suoi gioielli apocalittici

Ultima tappa 14-21 dicembre 2012
Museo Archelogico Faggiano Lecce

 


08Mar

Eva contro Eva – frammenti di donna

Images & Words
Eva contro Eva — frammenti di donna

Eva contro Eva — frammenti di donna è un progetto fotografico nato dalla collaborazione tra l’artista visivo Donato Fusco e la scrittrice Elisabetta Bricca. Un’idea che racchiude una dimensione concettuale e visiva, che si concretizza in venti, suggestivi, scatti ispirati alla parola scritta per rendere omaggio alla Donna, vestita nello stile essenziale e raffinato degli abiti di Chiara Boni, in cui trova la massima espressione della femminilità. I personaggi femminili hanno potuto interpretare e vivere il racconto nello scenario dei luoghi della Basilicata.

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Giovedì 8 marzo 2012 s’inaugura alle ore 18.30 presso la Art Gallery
del MO.OM Hotel in via San Francesco, 15 ad Olgiate Olona (VA)
la mostra fotografica “Eva contro Eva — frammenti di donna” dell’artista visivo Donato Fusco a cura della Direttrice Artistica Chiara Rizzolo.


Il racconto “Rocce” di Elisabetta Bricca per Donato Fusco

Deserto. Nell’anima mi perdo, senza destinazione.
L’occhio lacrima al riverbero. Il sole: accecante.

La pelle, rossa, il vento accarezza; d’istinto represso il cuore sanguina.
Cerco. Sulla linea dell’orizzonte, un avvallo di roccia, seni di donna. Ricorda i miei.

Avanzo, fronte alta. Respiro: Il buio della grotta. Anelli di gechi sulle pareti di un chiazzato biancore.
Rocce. Il tocco riscopre la primordiale poesia. Umida, densa, parafrasi di vuoto.

Il tepore mi avvolge.
Anfratti arcaici si mostrano. Raccolgo la sfida di muta purezza. Sento il grido della civetta.

La notte. E’ qui.
Sdraiati, sussurra, dimentica. Sciogli i capelli.

Srotolo: groviglio di seta lambisce i fianchi. Io, la figlia, madre matrigna, il peso ho portato per ogni peccato. Dolore. Strappo sul fianco: corona di spine.

Le palpebre si chiudono: la visione incalza. Nuda mi ergo su foglie caduche, tra case antiche con occhi aperti.
Ombre. Grido di creazione. Partorirai e soffrirai…

Eco di condanna, senza requie.
Caduta sulla terra, donna tra le donne, viaggio sul baratro che scinde luce e oscurità. Non odo più il verso della civetta.

Sfiorato dal giorno, il filo dei pensieri si spezza. Lascio la grotta alle spalle.
Davanti al mio sguardo, il verde (acerbo) contamina.

Linee tracciano disegni contro il cielo diafano. Tronchi contorti, chiome spettinate.
Capelli come crine di puledra contro il blu. Baluardo femmineo, prisma di cuore.

Dischiudo le braccia. Il sole implode. Io sono una e trino, madre terra, Salomè e Betsabea. Sono guerriera, tessitrice di vita, creatrice e puttana.

Sono amore e disperazione, leggerezza e poesia. Sono la genie primaria che ha accolto il peccato. Strega e suora, ancella e imperatrice. Primordiale Agrippina, di sensi incestuosa.

Demone e angelo. Falco e colomba. Fine e iniziazione, morte e resurrezione.
Il principio di ogni donna.

Chador di catene, buio velato. In mezzo alla piazza, il pugno alzato.
Gocce, germogli, rivolta e terrore. L’uomo incombe portando clamore.

Collant. Strappati. Fuoco e sudore. Vergogna mi copre, il mio Io s’impone.
Sono deserto. Sono roccia. Fiore.

Sono rugiada, preghiera di candore. Il giglio all’inferno, che supplica onore.
Sono in ognuna e ognuna ha il mio nome. Sento la brezza declamare il clangore.

China, umiliata, radici di quercia. Né mai fui doma, e mai sarò repressa.
Vita. La sabbia scivola. Bisanzio e il suo oro, Teodora, e sia.

Gatta bastarda, venditrice d’amore.
Io sono Eva, per errore di onniscienza.

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Video e voce di Veronica Cuscusa


“Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia”
(Bertand Morane) da “L’uomo che amava le donne” di François Truffaut.

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L’evento nasce dall’idea di selezionare una ragazza dalle “Favolose Gambe” per un progetto fotografico sulla seduzione delle gambe quale strumento comunicativo.
Sempre attento al fine sociale degli eventi, inserisco un dibattito tenuto da 3 medici specialisti sulla salute delle gambe dal titolo “gambe, seduzione e salute”
L’evento si trasforma in “Fashion Show – La Grazia delle Gambe”
Le concorrenti oltre a sfilare in 3 uscite con diversi abiti e costumi, dovranno realizzare uno sketch che meglio possa rappresentare la loro idea di seduzione con le gambe.
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DIBATTITO “GAMBE, SEDUZIONE E SALUTE”
– dott. Giuseppe Tarantino (specialista in pediatria)
– dott. Giambattista Parciante (specialista in ortopedia e traumatologia)
– dott. Pasquale Calbi (specialista in igiene – medico estetico)

CONCORSO “LA GRAZIA DELLE GAMBE”
– Luciano Nota (Poeta declamato su Rai Radio 1 Zapping)
– Pino Lauria (Artista visivo)
– Giuliana Ferrara (opinionista radio Unis@und Università di Salerno)
– Antonella Laviola (commissario Pari Opportunità Regione Basilicata)
– Ekaterina Strogonova (Top Model from New York, Parigi, Londra)

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Pubbliche Relazioni
Dott.ssa Elisabetta Bricca

Event Manager
Donato Fusco


Expo Internazionale di Arti Visive
“DELL’AMORE E DI ALTRI DEMONI”

omaggio a Gabriel Garcia Marquez

Expo Internazionale di Arti Visive: Pittura, Scultura, Grafica e Fotografia

8-15 MAGGIO 2011
Centro Congressi Palazzo del Turismo
Montegrotto Terme (Padova)

Organizzazione: Maria Grazia Todaro :: QUEEN_ART_STUDIO DI PADOVA
Patrocinio: Città Di Montegrotto Terme (Pd)

“la ricerca delle emozioni // stampa lambda // 50×70 // 2011″ Le emozioni per una ragazzina di 12 anni sono nel lasciare la casa paterna, riempita di oggetti ma non di amore, per raggiungere quella dei servi, sì vuota di tutto, ma ricca di amore.

“la ricerca delle emozioni // stampa lambda // 50×70 // 2011″
Le emozioni per una ragazzina di 12 anni sono nel lasciare la casa paterna, riempita di oggetti ma non di amore, per raggiungere quella dei servi, sì vuota di tutto, ma ricca di amore.

“osservi il tuo desiderio rinchiuso // stampa lambda // 60×60 // 2011″ rinchiusa nella cella non c’è una ragazzina di 12 anni posseduta dal demonio, ma sono gli altri che attraverso la sua purezza, osservano i propri desideri rinchiusi.

“osservi il tuo desiderio rinchiuso // stampa lambda // 60×60 // 2011″
rinchiusa nella cella non c’è una ragazzina di 12 anni posseduta dal demonio, ma sono gli altri che attraverso la sua purezza, osservano i propri desideri rinchiusi.